Vitoiuvara
Addio alle arringast!

Allora, con Gatsu ci siamo più o meno chiariti. Qualche angolatura son sicuro riusciremo a smussarla nei prossimi tempi.
La mia decisione, a prescindere, è però di salutare Ringcast, per sempre stavolta, che sono di nuovo magro e voi nerd ciccioni non mi servite più.
Niente drammi, solo baci per tutti e andiamo avanti. Maggiori informazioni potrete averne il 21 nelll’Xbox Royal Rumble (non è vero, ma magari qualcuno ci ascolta di proposito).

È stato sempre bello, e questo mi basta e avanza.

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Ni No Kuni Guide

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Visto in TV - 25/02/13

Magari siamo fuori tema, ma qualcuno dovrà pur affrontare il problema prima o poi. Un amico mi faceva notare che quei vecchi rincoglioniti dell’Amaro Montenegro hanno smesso di salvare cavalli per dedicarsi al recupero di complessi folk abbandonati in qualche chiatta in mezzo all’oceano. Le domande, di fronte ad uno spot così ricco di doppi sensi e significati nascosti, sono molteplici. Chi li ha abbandonati? C’è lo zampino della mafia? Hanno fatto quella fine per aver provato a suonare una canzone di Marco Carta? Di chi sono figli gli sceneggiatori e, più importante, questo spot è stato finanziato grazie a qualche contributo statale? Riflettete gente, riflettete…

Sono quasi certo che in molti conoscano Mythbusters, quindi non vi dirò che si tratta di un programma nato con lo scopo di sfatare il mito delle Mentos nella Coca Cola (quanto sono furbo, ve l’ho detto con un giochetto d’astuzia), ma mi limiterò all’episodio visto stanotte nel quale, spendendo 600 milioni di dollari, si voleva dimostrare che i palloncini non servono a salvarti la vita in caso di incidente. Che uno pensa che me le invento le cose, e invece no. Insomma, dopo aver sperperato tanto denaro che ci salvavi tutti i bambini africani e ai più bravi gli regalavi pure una playstation, hanno capito che no, i palloncini non possono salvarti la vita se ti schianti a 200 km/h contro un muro. La trasmissione non si risparmia esplosioni a manetta, auto spatacchiate e clamorose distruzioni, praticamente uno spin-off soft di Squadra Speciale Cobra 11.

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Kings of Club, in onda su AXN, è destinato a diventare in breve tempo il punto di riferimento per l’intrattenimento televisivo. Un intero reality basato sulla gestione di uno strip club e sulle difficoltà che bisogna superare ogni giorno per gestirlo o per raccogliere le mance “nelle” spogliarelliste. Tipo che devi perdere un sacco di tempo a fare provini a giovani e belle ragazze (però zoccole) che sul cv hanno qualità come “succhio a scomparsa” o “apertura a vongola fino a 280 gradi”. Capita pure che le ragazze hanno voglia di divertirsi e allora riempiono una piscina di maionese e cominciano a lottarci dentro con i poveri clienti costretti a guardare. C’è pure un finto femminiello tuttofare che le ragazze si divertono a mettere in imbarazzo con numeri sessuali al trapezio. Lo avevo detto che era fantastica.

Ieri, mentre ero nella mia cabina a decidere per le sorti del mio paese tra uno che fa battute divertenti e uno che si è finto laureato in cravatte arancioni (per citare le due scelte migliori eh), pensavo allo splendido Macchine di Morte che tratta degli strumenti inventati dall’uomo per creare morte e distruzione. No, nessun episodio su Maria De Filippi pare sia previsto. Ieri c’era l’episodio sull’inquisizione che trattava gli strumenti inventati dalla Chiesa per punire le pippe. Più o meno. Lo scopo della trasmissione, per quanto mi è lecito capire, è dimostrare che queste macchine funzionassero davvero. Che metti che questi hanno torturato per centinaia di anni dei poveracci e quelli niente, non soffrivano abbastanza? Alla fine la morale è che, in qualche modo, i meccanismi di queste macchine sono tornati utili in alcuni utensili che usiamo in cucina. Saranno pure morti soffrendo tantissimo per motivi discutibili, ma oggi le patate le peliamo che è una meraviglia. Che poi pure Mussolini ha fatto anche cose buone volendo no?

@Vitoiuvara su twitter.